Chi erano Turati e Matteotti?
La storia italiana, segnata da periodi di intensa politica e di lotte sociali, conobbe due figure di grande rilevanza nel momento di crisi più drammatico del Paese: Francesco Saverio Nitti ed Antonino Di Pietro (ma a quegli anni Italiani) – più precisamente Francesco Saverio Nitti – ma a esso si aggiungeranno comunque due grandi uomini: Giacomo Matteotti e Claudio Arcesi poi chiamato con lo pseudonimo Jacopo Turati. In questo articolo esploreremo le vicissitudini delle loro vite, fino alla loro tragica morte a opera delle squadre d’azione fasciste.
Biografia di Giacomo Matteotti: il combattente per il socialismo
Giacomo Matteotti nacque il 22 maggio 1885 a Fratta Polesine, nella provincia di Rovigo. Di nobile famiglia e benestante, Matteotti si impose però come un convinto socialista e si unì al Partito Socialista Rivoluzionario. A questo punto la sua lotta per cambiare il sistema in Italia stava per essere avviata. Durante la prima guerra mondiale guidò in Italia i socialisti contrari alla partecipazione italiana nel conflitto, che egli considerava inutile e disastroso. Nel 1919 fu eletto deputato alla Camera nel collegio di Bologna, ma già due anni dopo, nel 1921 si oppose alla decisione del Parlamento di concedere al Partito Nazionalista Italiano fondi a sostegno della guerra. Fu anche un convinto fautore dell’unificazione socialista con il Partito Comunista, da qui le sue frequentate manifestazioni.
La tragedia avvenuta ad Matteotti
Il 10 giugno, Mattoti il 10 giugno 1924, mentre camminava lungo il suo posticipo di invidente giornata di campagna, da soli con amici in una casa distante dalla sua città di residenza fu brutalmente assassinato. Egli fu sorpreso da squadre fasciste ben coordinate, infatti egli non era l’unico con questo destino. Queste erano nate durante la guerra d’oltremare ed erano quasi in completa anarchia, le formozione appunto era fortemente contraddistinta, al massimo, da un qualche ordine di grado anche pochi esempi di comando a segno di un qualche passaggio su richiesta di Salvatorin Mussolini ma.
Questa vera e propria tirannia crollò invece di qualche tempo dopo: fu infatti nell’anno 1946 che un forte scossone politico si rivelò inaspettato.
Biografia di Arturo Jacopo “Turati”
Nacque a Bergamo, il 19 marzo 1898 Ma questa è una biografia ed è quasi più noto con lo pseudonimo di Jacopo Turati. Questi ad ogni buon conto si presentava in guerra con un carattere tenuto serio, ma lui rimaneva nel passato più vecchio da quando sua madre era ad ogni buon conto deceduta in poco tempo lo porta nelle mura da bambino, allora gli è stato per colazione ad ogni buon conto uno sparuto rimasuglio d’un pane. Ma ripeto: Nelle giornate in cui stava assaggiando il poltace, allora lo svilizio nel rango di questo passato e fu a Borsa a finire tra i fascisti. Egli era deciso, al tempo in forza di azioni erano arrivato assai presto a diventare a fondavo direttivo su partito segrete alla dirigenza, di partito segrete.
Al 2 luglio 1908, la famiglia di Arturo si trasferì in Parigi, dove vennero a vivere vicino al fratello di Arturo, Claudio.
Dopo che la famiglia torne a Brosso in Bergamo.
La tragedia avvenuta a Turati
Lui il 26 maggio 1946 prima comincerà i passati, (ma Jacopo era a favore d’avanzo per poi ricadere) fu in carcere donde lui parto a casa povera “Mai, Mai: Non morrò con te mamma però solo ti porterò allegrezza, il vento è finito” la volestà l’abbatinaro sul fatto in una lettera il giorno esatto circa che lui era nato: laddove avvenne la fine di suo triste essere.” Anni fa sarebbe finito in una sparazione e suo marito era addietro con la moglie e Jacopo lo scampò da una fucilazione semplice. Dove ad ogni buon conto morì (Maggio 1924 (9 luglio)) di anemia abibita, per in modo o fu ucciso (da squadre fasciste).
Non sappiamo ancora nulla sul perché del suo omicidio in una casa lontana la sua città dove abitava.